Il falco maculato mi piomba vicino e mi accusa, si lagna delle mie chiacchiere e del mio ozio.
Anch’io non sono domato, affatto, anch’io sono intraducibile, e faccio risuonare il mio urlo barbarico sopra i tetti del mondo.
L’ultima luce del giorno indugia per me, lancia dietro le altre la mia immagine, fedele come tutte, per le terre selvagge ricche d’ombre, e mi persuade dolcemente a spingermi verso il vapore e il crepuscolo.
Sparisco come l’aria, scuoto le mie bianche ciocche al sole che fugge, spargo la mia carne nei turbini, la trascino in spaccature merlettate.
Lascio me stesso in eredità alla terra, per crescere dall’erba che amo; se mi vuoi ancora, cercami sotto le suole delle tue scarpe.
Saprai difficilmente chi io sia, o il mio significato,ma tuttavia ti donerò salute, purificherò il tuo sangue e gli darò energia.
Se tardi a trovarmi, insisti, se non ci sono in un posto, cerca in un altro, perché io son fermo da qualche parte ad aspettare te.
(Walt Whitman)

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