(da qui - Pacifico)

Aeroplano, tra i palazzi, tra i lampioni, lassù.
Aeroplano, tra le antenne, tra i pensieri, lassù.
Come per miracolo, come per fortuna, dentro la risata di un quarto di luna.

Aeroplano, l'orologio, batte il tempo, cucù
Abbiamo questa regola, quest'unica ossessione,
ridurre l'infinito a pastiglia o porzione

Da qui da qui, passa solo un treno lento
testa bassa contro il vento
e un cammino sempre uguale, normale


da qui da qui, vedo solo una stazione
ed una fila di persone, che non chiede dove andiamo

Aeroplano, quante volte ti ho cercato, lassù
abbiamo delle regole, dei colli di bottiglia
la cima di un elastico per ogni caviglia

Da qui da qui, passa solo un treno lento
testa bassa contro il vento
e un cammino sempre uguale, normale

Da qui da qui, ogni giorno una stazione
ed una fila di persone, che non vede se passiamo


Da qui da qui, vedo solo questa strada
Che ora luccica bagnata
e c'è un cartello per chi arriva da fuori
Da qui da qui, questa notte lunga e inquieta
questo giro di moneta

Comments (1)

On 18 aprile 2008 alle ore 14:31 , Matteo ha detto...

Moy...verrà un momento in cui anche la Sicilia VORRA' rialzarsi, forse sarà tardi, ma non lo è mai troppo. FOrse non saremo artefici del cambiamento, ma solo portatori di quell'idea geniale che è il diritto.
E la strada che luccica bagnata sarà sempre bagnata ma l'importante sarà vedere le impronte delle persone, non più senza meta ma unite verso la stazione, quella vera, del cambiamento.