Quando avevo diciannove anni una delle persone allora più importanti della mia vita
mi disse che esiste una differenza abissale tra un ventenne e un venticinquenne,
differenza che non si può spiegare a parole,
e che sta tutta dentro al significato della vita.

Io allora mi sentivo matura, e probabilmente lo ero davvero per la mia età.
Quella maturità mi portò a non offendermi, e a comprendere senza capire.

Oggi mi sono ricordata di quella frase, mentre tornavo a casa e pensavo, e ho capito.

Odio dover dire che aveva perfettamente ragione,
ma è così,
e intendeva dire che esiste una percezione del mondo che hai
e che non può appartenere ad un ventenne,
nonostante tutte le esperienze più profonde che questo possa avere.

Inizi a pensare che tutto segua uno schema.

Sai che i rapporti di coppia, le amicizie, il mondo universitario hanno delle regole precise,
e insopportabilmente cicliche.
Che la vita è una trasposizione di una festa delle medie,
e puoi quasi sempre comportarti di conseguenza senza sbagliare.

E sai che sono pochi i momenti in cui ti sorprende davvero.
I momenti in cui trovi il gelato alla cannella fatto con la spezia e non con la bustina,
in cui scendi per bere alla fontana, inizia a piovere e un abbraccio ti sorprende,
o ti trovi a ridere con un professore della tua visione contorta della realtà.

I momenti in cui un odore ti ricorda "le millefoglie" che mangiavi da bambina,
o incontri una persona che non vedevi da tempo e di colpo -da dove?-
parte una musica da film a fare da colonna sonora all'evento.

La vita che ti vive segue un sacco di schemi che puoi padroneggiare,
ma quella che vivi tu sta fuori dai binari.




Comments (0)