E' difficile scrivere quando sai che tutti ti leggono, è come mettere al vaglio degli altri la tua vita.
A lavoro finito, a libro finito ad esempio, sarebbe più semplice.
Invece così è come se milioni di recensori leggessero capitolo dopo capitolo e tu fossi influenzato da loro per il proseguimento della storia.
Ricordo che in un libro di Baricco, City, veniva chiesto "deve morire o no Mami Jane?"
Ma non ricordo se alla fine moriva o no.

Non so, non scrivo perchè sono pensante in questi giorni. Sarà lo studio intenso (e feroce)
della linguistica eppure ci sono tanti interrogativi sulla lingua italiana che mi sorgono e non vanno via.

Tipo:
Se errare significa sbagliare, ed errare significa vagabondare...
allora non avere una meta prefissata è sbagliato? Non cade in errore solo chi ha un progetto?
Se vagabondo sbaglio? Se sbaglio è come se perdessi la via?

deve morire o no Mami Jane?

Comments (4)

On 11 dicembre 2008 alle ore 18:30 , Anonimo ha detto...

" Con nell'animo mille ardite fantasie, delle quali son comandante, con lancia di fuoco e cavallo d'aria, per le desolazioni vado errante...


matteo

 
On 11 dicembre 2008 alle ore 21:25 , M. ha detto...

io invece la conoscevo così:

Con il cuore colmo di ardenti fantasie di cui sono il comandante
Con una lancia di fuoco e su un cavallo d'aria Vado errando attraverso le solitudini immense

e a dire il vero non solo la conoscevo, ma anche me la sarei tatuata volentieri sulla fronte.
grazie per avermela ricordata.

p.s. il mio blog è popolato dai Matteo :D

 
On 15 dicembre 2008 alle ore 11:48 , Anonimo ha detto...

infatti io mi firmo theo così mi roconosci. :D

 
On 16 dicembre 2008 alle ore 10:11 , M. ha detto...

Lo so: tu (la croce della mia vita) sei (Mat)theo, poi c'è l'intenso, profondo biotecnologico Mat(teo) e ora c'è anche Matteo ;)
beata tra i Matteo!