Vivo ricordando e desiderando. Ho una vita davanti a me e una dietro, inscindibili e intersecate.
Si annodano, circolarmente, come la mia memoria.
Non so più cosa sia successo ieri e cosa dieci anni fa, nè cosa io abbia solo sognato.
Il nodo non è un groviglio col passato, il nodo simboleggia in me il cerchio.
Non è una retta, la mia vita.
Forse questo è troppo zen per chi mi chiede: ma come fai a [non] ricordarti queste cose?
Io ricordo solo quello che impasto con le mie mani, come con le ricette dei dolci.
Ho viaggiato. Ora sono sull'altopiano, dice qualcuno.
Sono andata e poi tornata e ancora andrò per essere all'altezza di ciò che sognavo, per rendere giustizia ai miei sforzi di salire, per guadagnarmi le discese.
Non è finita, devo ancora fare un sacco di strada. Ma oggi la faccio sorridendo.
In una cosa sono cambiata. Col tempo ho imparato ad apprezzare i piccoli grigi che si nascondono dietro ai bianchi e ai neri.
Non giudico chi sbaglia. Ho sbagliato. Non giudico gli amanti, i traditori, i colpevoli. Non lo faccio più.
Ma su una cosa resto categorica: so circondarmi solo di persone con cui sento affinità, di persone che stimo, che mi piacciono.
In caso contrario sono rigida al punto di preferire la solitudine, il sabato sera a casa, le domeniche a studiare.
Io amo la solitudine. E la voglio rompere solo per persone che hanno peso da sole, e che mi fanno sentire ricca. Persone che mi ricordano cosa voglia dire contaminazione, scambio, comunicazione.
Questa sono io.
Si annodano, circolarmente, come la mia memoria.
Non so più cosa sia successo ieri e cosa dieci anni fa, nè cosa io abbia solo sognato.
Il nodo non è un groviglio col passato, il nodo simboleggia in me il cerchio.
Non è una retta, la mia vita.
Forse questo è troppo zen per chi mi chiede: ma come fai a [non] ricordarti queste cose?
Io ricordo solo quello che impasto con le mie mani, come con le ricette dei dolci.
Ho viaggiato. Ora sono sull'altopiano, dice qualcuno.
Sono andata e poi tornata e ancora andrò per essere all'altezza di ciò che sognavo, per rendere giustizia ai miei sforzi di salire, per guadagnarmi le discese.
Non è finita, devo ancora fare un sacco di strada. Ma oggi la faccio sorridendo.
In una cosa sono cambiata. Col tempo ho imparato ad apprezzare i piccoli grigi che si nascondono dietro ai bianchi e ai neri.
Non giudico chi sbaglia. Ho sbagliato. Non giudico gli amanti, i traditori, i colpevoli. Non lo faccio più.
Ma su una cosa resto categorica: so circondarmi solo di persone con cui sento affinità, di persone che stimo, che mi piacciono.
In caso contrario sono rigida al punto di preferire la solitudine, il sabato sera a casa, le domeniche a studiare.
Io amo la solitudine. E la voglio rompere solo per persone che hanno peso da sole, e che mi fanno sentire ricca. Persone che mi ricordano cosa voglia dire contaminazione, scambio, comunicazione.
Questa sono io.
Dawson: E questo è il problema.
Ho trasformato la mia intera vita in fiction.
Non è più vera vita nemmeno quella che sto vivendo.
Joey: E' reale, nel miglior modo possibile.
Dawson, lo sai quanto sei fortunato?
Sei uno scrittore.
Puoi vivere la vita due volte.
Chi altro può farlo?
(from Dawson's Creek - last episode)
(... or from my adelescence?)
Ho trasformato la mia intera vita in fiction.
Non è più vera vita nemmeno quella che sto vivendo.
Joey: E' reale, nel miglior modo possibile.
Dawson, lo sai quanto sei fortunato?
Sei uno scrittore.
Puoi vivere la vita due volte.
Chi altro può farlo?
(from Dawson's Creek - last episode)
(... or from my adelescence?)
09:06 |
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1 commenti

Comments (1)
La prima parte del tuo intervento, secondo me, non è commentabile, mentre per la seconda, posso solo dirti che ti capisco alla perfezione...
Io nella mia vita ci ho messo un pò, forse troppo, a capirlo, ma ora per me è così! Frequento le persone che mi "arricchiscono", che mi rendono felice, che mi fanno sentire la loro presenza nei momenti del bisogno... tutte le altre le evito, sono forse un pò freddo con loro, ma preferisco così... Come te, preferisco piuttosto non uscire (tu dirai: "ma quando mai???") che vedermi con loro.
L'unica differenza rispetto a te, che dici di non giudicare più, sta proprio in questo... Io giudico e nei miei giudizi sono duro, ma è veramente più forte di me...
Chi mi conosce veramente bene sa che sono "spietato" nei giudizi, anche se poi in molti casi per il "quieto vivere" lascio passare, indosso la maschera e vado avanti! La cosa, però, che mi sta capitando e che prima non succedeva mai, è che ora sono disposto a cambiare i miei giudizi.
Questo sono io.