Distrattamente, come faccio sempre in autunno, ho visto il mare. Distrattamente.
E poi ho deciso di viverlo, di viverlo.
Il mare. Le costellazioni di cui non conosco il nome, i fari.


"Sai cos'è bello, qui?
Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia,
e loro restano lì, precise, ordinate.
Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia
e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente.
Il mare cancella, di notte. La marea nasconde.
È come se non fosse mai passato nessuno.
È come se noi non fossimo mai esistiti.
Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui.
Non è più terra, non è ancora mare.
Non è vita falsa, non è vita vera.
È tempo. Tempo che passa. E basta"
(A.B)



E ho pensato che tra tutte le vite che potevo scegliere di vivere
ho scelto questa,
e questa non la voglio contemplare:
la devo vivere al massimo.

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