A volte mi piace immaginare come siano le vite degli altri,
di quelli che stanno al di là della mia barricata,
immedesimarmi in situazioni che , altrmenti, non potrei conoscere.

Io che sono così rigida da perdermi la vita fuori dai miei rigori
e che, ad esempio, non so cosa voglia dire essere brilli, o ubriachi.

Oggi mi sono trovata a semplifcare il concetto portante
del mio rapporto con le persone:

per ore potre contemplare un estraneo,
in un minuto ho liquidato come cretini tutti quelli che conosco.

Ci sono sconosciuti a cui do tutto di me, il mio profondo,
il mio
io, glielo dono nell'inconsapevolezza di un istante.

E spesso sbaglio, eccedo, cado in campi minati.
Ma non conosco altro modo di essere che essere me.

E me, e i miei rigorosi affanni, è tutto ciò che ho.

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